RIGENERARSI A BALI

(di Rossella Sorge, per la Rubrica: Cartolina da…)

Se dovessi pensare ad una parola per descrivere Bali userei di certo questa: Rigenerarsi.
Da quando ho letto il libro di Elizabeth Gilbert “ Mangia, prega ama”, ho iniziato a giocare con le parole o a trovare semplicemente un gusto esteta in esse. Ogni situazione o momento di vita può essere descritto con una parola che a sua volta può darti delle sensazioni definite. Adesso, se chiudo gli occhi e penso ad un posto dove ricaricare le energie, sarà certamente in mezzo alla natura, silenzio e pace. Quelle righe furono per me molto importanti, perché dissi a me stessa di voler fare lo stesso percorso della protagonista, staccare la spina per mesi, rifiorire e conoscere nuove prospettive. Dopo aver letto il libro, per la prima volta, pensai: “Voglio andare a Bali”. Ho tante tappe in programma, il mondo è meravigliosamente grande, ma oggi voglio parlarvi di questo territorio, una terra che affascina per le sue peculiarità, tra paesaggi e cultura. Bali, una delle tante isole Indonesiane, con circa 4,362 milioni di abitanti è un paradiso molto ambito dai turisti. Solitamente quando viaggio scelgo un area e scrivo tutte le tappe che voglio fare in giornata. Preferisco avere l’hotel in centro, o perlomeno vicino a ciò che mi interessa, per evitare troppi spostamenti, spendo un po’ di più ma guadagno tempo. E’ anche un vantaggio per chi viaggia in solitaria. In questo caso opterei per un bungalow tra la foresta: queste case rialzate costruite in legno di bamboo, sono arredate in modo semplice ed essenziale, si affacciano sulla foresta dove puoi goderti la calma di cui hai bisogno e osservare meravigliosi tramonti. Tra i possibili alloggi, ho scoperto un villaggio che ha ottime recensioni, “Bali Eco Stay”. Ha il massimo punteggio su Agoda e Tripadvisor. Molti sottolineano l’ottima qualità del cibo che proviene dall’orto privato, le camere spaziose, il personale accogliente e una fantastica cascata privata. Ha molti servizi disponibili, una stanza per lo yoga, un centro massaggi e la possibilità di fare escursioni e day tours. Ma andiamo per ordine.

UBUD FOREST (foto di @balilife)


Abbiamo una ampia scelta per le camere, le balconate si affacciano direttamente sul verde, possono ospitare sia viaggiatori singoli o in coppia, ma anche famiglie con bambini. Sul sito troverete i video di tutte le camere, io me ne sono innamorata. Sul sito Agoda i prezzi partono da 64 euro. Il cibo è preparato con cura, la colazione fresca e locale viene servita ogni giorno. Più di un visitatore menzionava le qualità di questi piatti balinesi.
Per il relax puoi prenotare una lezione con un istruttore di yoga e meditazione o una seduta di massaggio balinese, tra le cinque tipologie a disposizione. Adesso inizia la parte più interessante. C’è la possibilità di prenotare delle ore con una guida locale per fare trekking, scoprire risaie, canali, villaggi, viste mozzafiato. Se avete una buona conoscenza di inglese, la guida condividerà le sue conoscenze sulle piante locali e medicinali, foreste e fauna tropicale della zona. Ci sono ben nove tipi di esplorazioni diverse, da quelle più semplici fino al Mount Batukaru Rainforest o al Jatilawah Temple. Per i più sportivi c’è un percorso difficile che deve essere prenotato prima e non è adatto ai bambini inferiori ai 12 anni.
I day tours, in macchina o in moto, offrono varie opportunità di girare intorno a Bali, hanno diversi itinerari disponibili, ma puoi anche scegliere dei fuori programma con la guida.


Tra le mete disponibili troviamo:

Monkey Forest: Inutile nascondere che quando ho letto il nome ho pensato subito al Libro della Giungla. Non ci sarà certamente Baloo, che sculetta e canta, ma troveremo ben 1049 Macachi, conosciute anche con il nome “Scimmie dalla lunga coda balinese”, e 186 tipi di piante differenti. Ci sono ben tre templi Indù all’interno: Il Pura Dalem Agung Padangtegal, Il Pura Beji e il Pura Prajapati. Le simpatiche scimmie sono abituate alla presenza dell’uomo, si avvicinano spontaneamente se hai del cibo e puoi offrire loro le banane disponibili negli shop del parco. E’ severamente vietato altro tipo di cibo, come snack o pane. Mangiano prevalentemente le patate dolci fornite dallo staff, foglie di papaya, cocco, cetriolo e mais. Bisogna avere rispetto del loro spazio, non provocarle e non toccarle. A volte, il loro divertimento è rubarti accessori vari facilmente disponibili, quindi è bene chiudere lo zaino, non indossare oggetti removibili ed eventualmente pagare il riscatto con una banana.
Batterfly Park: Centinaia di coloratissime farfalle sono l’attrazione di questo parco che ospita diverse tipologie provenienti da tutta l’Indonesia. E’ il più grande del suo genere, 3000 metri quadrati, e accoglie migliaia di visitatori ogni anno. Questi hanno il privilegio di osservare alcune rare specie di esemplari protetti, come: The Birdwing, Bali Peacock and The Majestick Paradise Birdwing. Il parco è anche un centro studio per la conservazione delle farfalle.

Bedugul: Le principali attrazioni sono il tempio dell’acqua Pura Ulun Danun Bratan e il giardino botanico.

Il Pura Ulun Danun Bratan è un importante tempio Shaivite (la più antica religione Indù che venera Shiva, chiamato anche Rudra), sorge sulle rive del lago Bratan, fonte di irrigazione del centro di Bali, è uno dei nove templi “Kahyangan Jagat” di Bali ed è stato costruito nel 1633.

I giardini botanici di Bali, conosciuti localmente come Kebun Raya Bedugul o ufficialmente come Kebun Raya Eka Karya Bedugul sono i più grandi di tutta l’Indonesia. Si trovano ad una altitudine compresa tra 1.250 e 1.450 metri sul livello del mare e si estendono per 157,5 ettari con milioni di esemplari di piante differenti. All’interno sono disponibili varie attività di intrattenimento, 6 livelli di circuiti e 65 piste sugli alberi. Sono adatti per adulti e bambini a partire dai 4 anni di età.

Ubud: In questa città si possono visitare le gallerie d’arte, i mercatini, lo zoo e il Bird Park.

TIRTA EMPUL TEMPLE (foto di @balilife)

Perderei ore in mezzo ai vivaci e colorati mercatini, puoi trovare qualsiasi cosa, spesso fatta a mano. Perché non scegliere qui qualche souvenir da portare a casa? In questo modo potrai sostenere i piccoli lavoratori del posto.

Il Bird Park, aperto dal 1994, ospita 1.000 uccelli di 250 specie diverse; 2.000 ettari di terreno, 52 tipi di piante diverse, 3 laghi per gli uccelli acquatici per un totale di 62 recinti.

Le altre tappe proposte dalla struttura sono distanti ma ugualmente interessanti, come:

Kuta/Legian: per gli amanti dello shopping e ristoranti o per una pausa in spiaggia.

Pemuteran: un’altra spiaggia fuori dalle aree più battute, tranquilla e piena di ristorantini fronte mare.
Da visitare il Reef Seen, il Turtle Release Programme e Artificial Coral Project.
Sono presenti molte associazioni che si occupano di riabilitazione delle tartarughe, a contrastare il massacro di esse e ad evitare l’estinzione. Quelle più a rischio sono le Olive Ridleu Turtles, ma anche le Green Turtles e le Hawkbill Turtles.

Al Reef Seen Divers’ Resort c’è il Turtle Hatchery Project che si impegna a sensibilizzare gli abitanti locali e soprattutto mettere in salvo le uova di tartaruga per assicurarsi che i piccoli raggiungano la maturità. Hanno delle vasche di contenimento dove le nutrono e accudiscono fino a quando saranno pronte per essere liberate in mare. Ogni tartaruga tra i 15/30 di età depone fino a 150 uova ogni due anni e le possibilità di sopravvivenza sono bassissime. Tanti volontari lavorano sodo al Reef Seen e hanno bisogno anche di aiuti finanziari. Puoi trovare souvenir o T–Shirt e il ricavato verrà devoluto interamente al progetto.
All’interno di questa struttura anche la Barriera Corallina ha un posto speciale, infatti esiste un progetto che serve a riparare e proteggere le barriere devastate dalla pesca artificiale. Giovani ragazzi con un ampia conoscenza sul mare, sono stati addestrati a riparare le barriere coralline danneggiate e a rimuovere dai coralli quelle che minacciavano la loro sopravvivenza. Ciò che rende duraturo questi sforzi è il rispetto dell’ambiente da parte di tutti. Si spera che questo possa accadere non sono a Bali ma nel resto del mondo.

Il Reef Doctor ha creato delle barriere coralline artificiali per aumentare le popolazioni di pesci, indirizzare i pescatori in posti di pesca alternativi per alleggerire le barriere sovrasfruttate e riabilitare gli habitat di quelle devastate. Grazie al successo della prima installazione, sono state costruite sei barriere coralline in tre diversi villaggi. Tutto viene creato in modo semplice e con materiale a basso costo, così da poter essere mantenuto e replicato dagli abitanti locali senza aiuti esterni.

RICE TERRACES (foto di @bailife)

Menjangan Island: un isola a Nord di Bali, famosa per le immersioni, le barriere coralline intatte e i templi rustici, fa parte del Parco Nazionale di Bali occidentale. E’ staccata dal resto dell’isola ma puoi raggiungerla in 30 minuti con una barca da Labuhan Lalang, partendo da Ubud o dalle zone circostanti di Bali, il viaggio dura poche ore. Avrai bisogno di un permesso , che potrai richiede presso l’ufficio del parco a Labuhan Lalang, e di una guida locale.

Queste sono le tappe offerte dalla struttura. Se avrete abbastanza tempo, aggiungerei qualche altra meta da scoprire. Bali è piena di tesori stupendi, quali:

Tempio Tirta Empul: cioè della sorgente sacra, è costituito da due cortili esterni e uno interno, 2 vasche balneari e 30 fontane dove i balinesi si immergono per purificarsi. Per poter entrare bisogna indossare il Sarong, ovvero un pareo. All’ingresso verrete accolti dal gigantesco albero sacro di Banyan.

Tempio Goa Gajah: la caverna dell’elefante è un sito archeologico molto antico scavato nella roccia. La bocca di un volto minaccioso, si presume un demone, è la porta di ingresso. Veniva usato per la preghiera e il culto di purificazione. Anche qui ci sono fontane e piscine ormai in disuso. Tutto intorno è abbracciato dalla foresta pluviale.

Tempio Pura Luhur Batukaru: questo tempio protegge l’isola dagli spiriti maligni, si trova a 1300 metri sul livello del mare. Ha tre cortili e tanti piccoli santuari all’interno, con tetti a più livelli ricoperti di muschio nero e complesse incisioni sulle pareti.

Rice Terrace: Se siete dei veri amanti della natura, non potete perdere questa distesa di verde brillante che vi lascerà certamente senza fiato.

Pura Penataran Agung Lempuyang: la porta del paradiso di Bali, questo perché dall’ingresso si può godere dello spettacolare panorama circostante. Questo è un luogo sacro, rispetto ad altri templi è un po’ piccolo ma graziosamente decorato e si differenzia dalla tripla scalinata adornata di Naga, serpenti sacri. Arrivare alla sommità è molto faticoso, soprattutto nella stagione delle piogge. Devi superare 1700 gradini e i Macachi grigi, che vivono nella foresta, potrebbero infastidirti ma ne varrà certamente la pena.


Vorrei citare due cascate al Nord di Bali, GitGit Waterfall e Banyumala Twin Waterfall.
Nella parte orientale di Bali troviamo Il Tirta Gangga Water Palace, un palazzo stupendo con fontane e piscine.

GILI ISLAND (foto di @nowexplorer)

Si può evincere che lIndonesia è un’isola dove la religione induista ha un forte impatto su essa. Tutto è basato sul culto, la preghiera e soprattutto il dono. Ci sono tantissime manifestazioni durante l’anno, la danza e la musica hanno un aspetto importante e hanno un forte impatto sui visitatori. Le manifestazioni più importanti sono Barong, Calonarang, Kecak, Legong Keraton. Gli uomini e le donne hanno dei coloratissimi costumi tradizionali decorati che includono il Batik e Kebaya. Le donne indossano dei copricapi vistosi, spesso adornati con dei fiori, con un make up che mette in risalto gli occhi con il nero e le labbra con un rosa freddo. Ad esempio, a Capodanno, Nyepy, tutta l’isola si ferma, diventa silenziosissima, tutti sono in casa con le proprie famiglie. E’ bene in questo caso rispettare questi momenti di culto, ed essere meno invasivi possibile. Ci sono pochissimi voli dedicati in questo giorno, la data cambia ogni anno, quindi è possibile viaggiare solo se il volo è stato preso con largo anticipo poiché, una volta stabilito il calendario, i voli saranno bloccati.

Molti siti organizzano tour già pronti, come ad esempio “Get your Guide”. Effettivamente per muoversi a Bali l’unica risorsa è noleggiare un’auto privata o un minibus charter con autista o uno scooter. Per questo motivo prendere accordi con un hotel potrebbe essere una delle soluzioni valide, soprattutto per chi è alle prime armi e non ha mai viaggiato dall’altra parte del mondo. Qui ho riportato uno dei tanti esempi possibili, ma anche il Sang Giri Mountain Glamping Bali è una struttura che ha ottime offerte. Puoi trovarla su Booking a partire da 30 euro. Ovviamente questo è solo il mio gusto personale, il turismo è la risorsa più importante di questa isola e si ha l’imbarazzo della scelta. Di quest’ultima mi ha colpito la posizione, le montagne di Jatiluwith sono patrimonio mondiale dell’Unesco; le tende in stile africano, come nei Bungalow, sono aperte sulla foresta e per i più vanitosi c’è una vasca idromassaggio all’aperto. Anche qui c’è la possibilità di organizzare tour, trekking, passeggiate in bicicletta e un corso di cucina.
Come vedete sono super organizzati per garantirti uno splendido viaggio, non troviamo metropolitane o autobus ben collegati come da noi, ma il fascino di questa terra è proprio questo: tanta natura incontaminata.
Dipende da cosa desiderate, quante persone siete e il tipo di budget disponibile, se preferire rilassarvi in una Spa o un Hotel. Personalmente mi piacerebbe viverla in modo abbastanza avventuriero. Su Agoda ho trovato anche: Agasta Villa, a partire da 13 euro, Wedang Villa, a partire da 45 euro, Puri Gangga Resort Ubud, a partire da 54 euro.

MONKEY FOREST ad UBUD (foto di @freibandi)

Se vogliamo fare un salto nella capitale di Dempasar, a sud dell’isola, possiamo rilassarci nella spiaggia di Sanur, godere dell’alba mozzafiato e vedere il Tempio di Pura Blanjong. Invece, più ad est troviamo il Balai Gili, il palazzo sull’acqua.
Come vedete Bali è un piccolo tesoro da scoprire. Ho fatto alcuni esempi e spero di non essere stata dispersiva. Ogni qual volta cercavo informazioni su un luogo, ne trovavo subito un altro altrettanto interessante. Scegliere è stata davvero dura.


Adesso vorrei stuzzicare i vostri palati con i piatti tipici di Bali. Sono sempre incuriosita da ciò che è tipico del posto. Non mi sognerei mai di ordinare o pretendere una lasagna in Indonesia, perché credo sia importante conoscere le materie prime, imparare qualcosa di nuovo, trovare un legame, conoscere se stessi in situazioni nuove, anche in questo caso. Può essere una cosa superflua per alcuni, ma un Viaggio, che per me è differente dalla Vacanza, è qualcosa che deve farti innamorare del mondo e di stesso, andare oltre i tuoi limiti e farti uscire dalla tua comfort-zone.
Spero di farvi venire l’acquolina in bocca con:

Babi Guling: Il piatto più famoso di Ubud, viene preparato durante le feste in famiglia. Si tratta di carne di maialino, ripieno di spezie e verdure, cotto lentamente allo spiedo. La parte esterna risulterà croccante, quella interna tenera e succolenta. Non è così semplice prepararlo e in alcuni ristoranti richiedono di pre-ordinarlo il giorno prima.

Nasi Goreng: Il secondo piatto più famoso di Bali, letteralmente significa riso fritto. In realtà viene bollito e poi saltato in padella insieme a spezie, verdure, uova, carne o pesce. Viene condito con salsa di soia, tamarindo, aglio. Ha numerose varianti e viene servito con contorno di pomodorini e cetriolini, cracker di gamberi, un uovo fritto in superficie e satay.

Satay: sono spiedini cotti alla griglia o allo spiedo con carne di agnello, maiale, pollo o pesce. Solitamente vengono serviti con salsa di arachidi o in agrodolce di soia, anche qui esistono delle varianti più dolci o piccanti e si possono trovare spesso nei chioschetti per strada.

Kopi Luwak: il caffè più raro e costoso del mondo. Tenetevi forte, il motivo di tanta prestigiosità ha qualcosa fuori dal comune. Le bacche di questo caffè vengono ingerite dal Kopi, zibetto delle palme, il sistema di digestione ripulisce i chicchi dalla parte acida e poi questi, una volta espulsi, vengono lavati con accortezza, asciugati e fatti essiccare. Per questa ragione ha un gusto molto dolce con un sentore di cioccolato.

Foto di Hotel & Resort Worldwide

Bubur Sumsum: uno dei dolci tipici di Indonesiani è questo budino fatto di riso integrale insieme al latte o panna di cocco e zucchero di palma, aromatizzato con foglie di pandano. Ha un sapore unico data l’esclusività degli ingredienti.

Dadar Gulung: letteralmente significa “ omelette/pancake, arrotolata”. Sono frittelle, usate come spuntino, ripiene di cocco al caramello.

Kue Nagasari: troverete in tanti street food questi dolci avvolti nella foglia di banana, ancora una volta il protagonista è il cocco, con un ripieno al mango.

Klepon: sono delle palline di riso bollito con zucchero di palma liquido e ricoperte di cocco grattugiato. Il riso glutinoso a volte viene fatto bollire con della tapioca, che gli conferisce il colore verde. Anche questi vengono serviti su foglie di banana.

Languorino? Io solitamente ho un debole per i dolci, ma negli ultimi anni ho trovato davvero piacere ad ampliare la mia scelta. Non vedo l’ora di vivere una nuova avventura, fatta di rinascita e scoperta.
“Ma come sia fa a resistere 20 ore in volo? – Così, chiedo per un amica!”
Ebbene, si, è davvero tanto tempo. Credo che quando si faccia un viaggio del genere bisogna desiderarlo dal profondo del cuore. Qualsiasi sia il motivo o la scelta, cercate sempre di iniziare questo percorso da dentro. Chiudete gli occhi e piano piano, mentre l’aereo si allontana dalla vostra “vita”, lasciate posto a quella sensazione familiare, quella pace mista all’adrenalina: come quando si apre un sipario di una prima in teatro o un caldo bacio tra due innamorati. Non so voi, per me è la cosa più bella del mondo.

Rossella.

foto di copertina di @virtual_travel_2021

 

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